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Più creativi imparando l'inglese?

Maggio 2018
Scopri come imparare una lingua straniera aiuta anche ad aumentare la creatività.

Diversi studi hanno dimostrato che parlare una lingua straniera porti notevoli benefici al nostro cervello, poiché ci aiuta a essere multitasking, riduce la possibilità di sviluppare patologie come l’Alzheimer e ci permette di tenere sotto controllo il nostro livello di attenzione. Imparare l’inglese, ad esempio, può avere un impatto anche sulla nostra creatività?

Tantissimi grandi artisti sono conosciuti per essere viaggiatori esperti o per parlare più di una lingua, basti pensare a: Pablo Picasso, Frida Kahlo, Vladimir Nabokov, o, per citarne alcuni più contemporanei, i registi Guillermo del Toro e Ang Lee e le cantanti pop Camila Cabello e Shakira.
Potrebbe dunque la loro capacità di parlare più di una lingua aver influenzato la loro produzione artistica?

Secondo psicologi e linguisti sì, potrebbe esserci un legame. Un grande sostenitore di questa teoria fu lo psicologo americano J.P. Guilford con i suoi studi psicometrici sull’intelligenza umana e sulla creatività. Guilford fu, infatti, uno dei primi sostenitori dell’idea che l’intelligenza non è un fattore unitario basato sulla logica, ma il risultato dell’unione di 4 diverse abilità:
Fluency: l’abilità di produrre un gran numero di idee e soluzioni in un breve periodo di tempo
Flexibility: l’abilità di proporre simultaneamente una varietà di approcci differenti per risolvere un problema specifico
Originality: l’abilità di produrre idee nuove e originali
Elaboration: l’abilità di organizzare in modo dettagliato le proprie idee

Per questo motivo sviluppò un nuovo metodo per misurare il “pensiero divergente”, ovverosia il proprio livello di creatività, spinto anche dall’aver scoperto che somministrando i tradizionali test d’intelligenza a campioni diversi, gli individui più creativi possedevano un QI inferiore rispetto agli altri, per il semplice fatto che il loro modo di approcciare i problemi non si basa solo sulla logica, ma non perché sono meno intelligenti.

Prendiamo ad esempio un mattone, in quanti modi è possibile utilizzarlo? Probabilmente la maggior parte delle persone, basandosi sulla logica, risponderà a questa domanda dicendo che i mattoni sono utilizzati per costruire pareti, ciò non esclude però che possano essere utilizzati per fermare una porta, per sorreggere un tavolino, per rompere una finestra, come persone con un po’ più di creatività potrebbero affermare.

Dagli studi condotti dal Professor Colin Baker della Bangor University, è emerso che le persone bilingue presentano queste caratteristiche, per il semplice fatto che avere in mente due o tre parole per ogni idea migliora la loro elasticità di pensiero.

Risultato evidenziato anche dagli studi condotti da Behzad Ghonsooly e Sara Showqi presso la University of Mashhad. I due studiosi hanno somministrato il Test del pensiero creativo di Torrence (TTCT), che indaga la capacità di dare risposte creative, a due diversi gruppi di studenti, il primo composto da persone in grado di parlare una sola lingua, il secondo, invece, da ragazzi con un livello avanzato di inglese. Anche in questo caso è emerso che gli studenti che stavano imparando l’inglese come seconda lingua avevano le quattro abilità individuate da Guilford molto più sviluppate. Secondo i due studiosi la ragione risiede nel fatto che gli studenti bilingue imparano molto dall’esperienza e imparare una lingua, specialmente se fatto all’estero, li espone a costumi e credenze diverse dalle proprie, ampliando così il loro modo di vedere le cose.

Secondo Adam Galinsky professore alla Columbia Business School, viaggiare è uno strumento fondamentale per ampliare la propria creatività, ma soltanto quando si tratta di un’esperienza davvero immersiva: "The key, critical process is multicultural engagement, immersion and adaptation. Someone who lives abroad and doesn't engage with the local culture will likely get less of a creative boost than someone who travel abroad and really engages in the local environment."

Il team di Galinsky ha esaminato il lavoro di 270 case di moda per ben undici anni. Ha chiesto a esperti come giornalisti e acquirenti di valutare le diverse linee in base alla creatività e, ancora una volta, ha trovato una chiara connessione tra viaggio e creatività. I direttori creativi che avevano vissuto e lavorato all'estero producevano linee di moda più originali e fantasiose di quelli che erano rimasti a casa.

Insomma, oltre a migliorare il vostro livello di inglese, adesso avete una ragione in più per scegliere un soggiorno studio all’estero questa estate! Scoprire tutte le destinazioni e i corsi offerti da Kaplan International English scaricando gratuitamente la brochure.


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