Solo per chi è già grandicello: ricordate cosa stavate facendo quando avete saputo che John Lennon era stato ucciso? Cos’avete provato? Era l’8 dicembre 1980. Come tutti i miti che si rispettino, a 30 anni di distanza il ricordo è sempre vivo, le sue canzoni le conoscono anche i più giovani e la leggenda, come sempre succede in questi casi, si autoalimenta.
Però. Se volete scoprire un lato poco conosciuto di John Lennon, al di là del solito ‘love and peace’; se non vi accontentate della figura santificata che è prevalsa nei media dopo la sua morte; se non temete che vi crolli un mito, vi consigliamo di leggere la biografia (John, Coniglio editore) della sua prima moglie, Cynthia Powell, per intenderci quella che fu piantata in asso per Yoko Ono. E’ difficile leggere questo libro e mantenere un giudizio positivo su Lennon. Ne emerge la figura di un uomo scostante, freddo, a tratti violento, intento a predicare la pace nel mondo mentre intorno a sè creava solo conflitti; e anche crudelmente avaro, quando si trattò di passare gli alimenti all’ex moglie e al figlio Julian. Il libro finisce con quest’amara conclusione: “Anche se non potrei mai rimpiangere di avere avuto il mio meraviglioso Julian, la verità è che se da ragazzina avessi saputo quanto mi sarebbe costato innamorarmi di John Lennon, mi sarei girata dall’altra parte e me ne sarei andata”.
A far luce sulla possibile genesi di questa doppia personalità è uscito Nowhere Boy. Il film inquadra l’adolescenza di Lennon sullo sfondo di una Liverpool anni ‘50 bigotta e piena di pregiudizi: abbandonato dal padre ancora bambino, in qualche modo “tradito” dalla madre, poi morta in un incidente, e adottato contro la sua volontà dalla severa zia Mimi. Certo, con un’infanzia così…
Ascoltate l’audio della scena più toccante del film, in cui John affronta la madre Julia. La stessa scena la potete anche vedere, cliccate qui. Il resto, al cinema!
Rosanna Cassano









































