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Hard Times - The Dickens Bicentenary

Maggio 2012
Hard Times è ambientato in un’immaginaria città industriale chiamata Coketown (città del carbone). In questo brano viene introdotto Thomas Gradgrind, “uomo di fatti e calcoli”. Attraverso questo personaggio Dickens esprime tutto il suo sarcasmo contro la scuola di pensiero degli utilitaristi, prevalente nell’Inghilterra vittoriana.

di Charles Dickens - by British Council

File audio:

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Charles Dickens
Charles Dickens

Speaker: Rachel Roberts and Justin Ratcliffe (Standard British accent)

In the following passage Mr Gradgrind is showing his model school to his friend Mr Bounderby, who has some questions for the students. (Sotto trovate la traduzione in italiano.)

‘Very well,’ said this gentleman, briskly smiling, and folding his arms. ‘That’s a horse. Now, let me ask you boys and girls, Would you paper a room with representations of horses?’
After a pause, one half of the children cried in chorus, ‘Yes, sir!’ Upon which the other half, seeing in the gentleman’s face that Yes was wrong, cried out in chorus, ‘No, Sir!’ – as the custom is, in these examinations.
‘Of course, No. Why wouldn’t you?’

A pause. One corpulent boy, with a wheezy manner of breathing, ventured the answer, Because he wouldn’t paper a room at all, but would paint it.
‘You must paper it,’ said the gentleman, rather warmly. ‘You must paper it,’ said Thomas Gradgrind, ‘whether you like it or not. Don’t tell us you wouldn’t paper it. What do you mean, boy?’
‘I’ll explain to you, then,’ said the gentleman, after another and a dismal pause, ‘why you wouldn’t paper a room with representations of horses. Do you ever see horses walking up and down the sides of rooms in reality – in fact? Do you?’
‘Yes, Sir!’ from one half. ‘No, Sir!’ from the other.
‘Of course, No,’ said the gentleman, with an indignant look at the wrong half. ‘Why, then, are you not to see anywhere, what you don’t have in fact. What is called Taste, is only another name for Fact.’
Thomas Gradgrind nodded his approbation.

‘This is a new principle, a discovery, a great discovery,’ said the gentleman. ‘Now, I’ll try you again. Suppose you were going to carpet a room. Would you use a carpet having a representation of flowers upon it?’
There being a general conviction by this time that ‘No, Sir!’ was always the right answer to this gentleman, the chorus of No was very strong. Only a few feeble stragglers said Yes; among them Sissy Jupe.
‘Girl number twenty,’ said the gentleman, smiling in the calm strength of knowledge. Sissy blushed, and stood up.

‘So you would carpet your room – or your husband’s room, if you were a grown woman, and had a husband – with representations of flowers, would you?’ said the gentleman. ‘Why would you?’
‘If you please, Sir, I am very fond of flowers,’ returned the girl.
‘And is that why you would put tables and chairs upon them, and have people walking over them with heavy boots?’
‘It wouldn’t hurt them, Sir. They wouldn’t crush and wither, if you please, Sir. They would be the picture of what was very pretty and pleasant, and I would fancy –‘
‘Ay, ay, ay! But you mustn’t fancy,’ cried the gentleman, quite elated by coming so happily to his point. ‘That’s it! You are never to fancy.’

‘You are not, Cecilia Jupe,’ Thomas Gradgrind solemnly repeated, ‘to do anything of that kind.’
‘Fact, fact, fact!’ said the gentleman. And ‘Fact, fact, fact!’ repeated Thomas Gradgrind.
‘You are to be in all things regulated and governed,’ said the gentleman, ‘by fact. We hope to have, before long, a board of fact, composed of commissioners of fact, who will force the people to be a people of fact, and of nothing but fact. You must discard the word Fancy altogether. You have nothing to do with it. You are not to have, in any object of use or ornament, what would be a contradiction in fact.

‘Molto bene’, disse questo gentiluomo con un sorriso vigoroso, incrociando la braccia. ‘Ecco un cavallo. Ora, ragazzi e ragazze, voglio chiedervi una cosa. Tappezzereste una camera con figure di cavalli?’
Dopo un attimo di silenzio, una metà dei ragazzi rispose in coro: ‘Sì, signore!’; al che l’altra metà, leggendo sul volto del gentiluomo che il sì non andava bene, gridò in coro: ‘No, signore!’, come è consuetudine in questo tipo di interrogazioni.
‘No, naturalmente no. E perché no?’

Un attimo di silenzio. Un ragazzo robusto, che respirava con l’affanno, si arrischiò a rispondere che lui non avrebbe tappezzato una stanza di carta perché avrebbe preferito pitturarla.
‘Devi tappezzarla’, ribatté il gentiluomo con un certo calore.
‘La tappezzeria ci deve essere, ti piaccia o no’, confermò Thomas Gradgrind. ‘Non venirmi a raccontare che non la tappezzeresti. Cosa vuoi dire, ragazzo mio?’.
‘Ve lo spiego il perché’, disse il gentiluomo dopo un cupo silenzio, ‘non si deve tappezzare una stanza con figure di cavalli. Nella realtà, nei fatti, vi è mai capitato di vedere cavalli che passeggiano su e giù per i muri di una stanza?’.
‘Sì, signore’, da una metà. ‘No, signore’, dall’altra.
‘No, naturalmente’, continuò il gentiluomo, lanciando uno sguardo indignato alla metà che aveva sbagliato. ‘Ebbene non dovete vedere in nessun luogo cose che non vedete di fatto; in nessun luogo dovete avere cose che non avete di fatto. Quello che si chiama Gusto è soltanto un sinonimo di Fatto’.
Thomas Gradgrind approvò con la testa.

‘Questo è un principio nuovo, una scoperta, una grande scoperta’, disse il gentiluomo. ‘Bene, vi metterò alla prova un’altra volta. Immaginiamo di dover mettere la moquette in una stanza. Scegliereste un disegno a fiori?’.
Poiché cominciava a essere convinzione generale che con quel gentiluomo il ‘No, signore’ fosse sempre la risposta giusta, il coro dei no fu molto nutrito. Solo pochi distratti risposero sì; fra questi Sissy Jupe.
‘Ragazza numero venti’, disse il gentiluomo, sorridendo con la tranquilla consapevolezza di chi sa. Sissy arrossì e si alzò.

‘Così, nella stanza – o in quella di tuo marito, se fossi già adulta e avessi un marito – metteresti una moquette con disegni a fiori?’ chiese il gentiluomo. ‘Perché?’
‘Se permettete, signore, amo molto i fiori’, rispose la ragazza.
‘E per questo li metteresti sotto i tavoli, le sedie, e lasceresti che la gente li calpestasse con scarpe pesanti?’
‘Non ne soffrirebbero, signore, se permettete, non si schiaccerebbero né appassirebbero, sarebbero sempre l'immagine di qualcosa di bello e gradevole, e immagino...’.
‘Ahi, ahi, ahi! Non devi immaginare!’, tuonò il gentiluomo, ben felice di essere arrivato tanto facilmente al punto. ‘Ecco! Non devi mai immaginare!’.

‘No, Cecilia Jupe’, ripeté solennemente Thomas Gradgrind. ‘Non devi mai fare nulla del genere’.
‘Fatti, fatti, fatti’, disse il gentiluomo. ‘Fatti, fatti, fatti’, ripetè Thomas Gradgrind.
‘Dovete sempre farvi guidare e governare dai fatti’, disse il gentiluomo. ‘Speriamo di avere tra poco un consiglio di fatti, composto da funzionari di fatti, che impongano al popolo di essere un popolo di fatti. Dovete eliminare la parola Immaginazione! Non dovete averci nulla a che fare. Nessun oggetto d’uso o di ornamento deve contenere nulla che contraddica i fatti. 


Per gli esercizi, scarica il file ("lo zip dell'articolo") che trovi in alto a destra.

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