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Intercultura: nuovo bando per studiare all'estero per l'anno scolastico 2016-17.

Luglio 2015
Quasi 1.900 posti per 60 paesi del mondo e migliagia di borse di studio

Online da oggi il nuovo bando di concorso per studiare un anno all’estero

QUASI 1.900 I POSTI PER 60 PAESI DEL MONDO E MIGLIAIA DI BORSE DI STUDIO

L’esperienza all’estero: una marcia in più per università e lavoro: quasi la metà degli studenti  con un’esperienza di Intercultura nel cv, ha preso più di 90 alla maturità

 

Milano, 17 luglio 2015_ È online da oggi sul sito di Intercultura (www.intercultura.it) il nuovo bando di concorso per i programmi all'estero 2016-17. Quasi 1.900 i posti a disposizione per 60 Paesi di tutto il mondo, riservati agli studenti che frequentano una scuola media superiore, nati tra il 1 luglio 1998 e il 31 agosto 2001. C’è dunque tutta l’estate a disposizione per iniziare a informarsi sulle destinazioni sempre più numerose dove si svolgono i programmi di Intercultura nei 4 angoli del mondo.

Un periodo  di studio all’estero, certo, può essere gravoso per le tasche di una famiglia media italiana. Per tale motivo, anche nel prossimo anno scolastico gli studenti delle scuole superiori italiane potranno concorrere per più di 1.000 borse di studio totali o parziali (nel 2015 le borse assegnate sono state 1.295).  Circa la metà provengono dall’apposito fondo di Intercultura e sono già disponibili nel bando pubblicato online per consentire la partecipazione ai programmi degli studenti più meritevoli e bisognosi di sostegno economico (si va dalle borse che coprono totalmente la quota di partecipazione, a quelle che coprono una percentuale variabile tra il 20% e il 60% della stessa).

A queste se ne aggiungeranno da metà settembre in poi altre centinaia, tra borse di studio totali e contributi sponsorizzati, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Intercultura e diverse aziende, banche, fondazioni ed enti locali (l’elenco sarà via via aggiornato sul sito www.intercultura.it).

Per gli studenti che frequentano all'estero l'intero anno scolastico, la normativa scolastica italiana riconosce la possibilità di accedere alla classe successiva senza ripetere l’anno. Il Ministero dell’Istruzione ha chiarito in una recente nota (843/2013) che le esperienze di studio all’estero sono “parte integrante dei percorsi di formazione e di istruzione” e che sono “valide per la riammissione nell’istituto di provenienza". (www.intercultura.it/normativa)

 

LO STUDIO  ALL’ESTERO: UN “CREDITO” IN PIU’ PER IL RENDIMENTO SCOLASTICO IN ITALIA

Che i tempi stiano finalmente cambiando e che anche la scuola italiana si stia rendendo conto della crescita umana e disciplinare di cui beneficiano gli adolescenti che trascorrono un periodo lungo di studio all’estero, è dimostrato dai risultati di un questionario posto da Intercultura agli studenti che hanno partecipato a un programma all’estero e che hanno appena affrontato la maturità. Su 251 risposte, ben 51 studenti hanno preso il massimo dei voti (100 o 100 e lode) e 67 hanno ottenuto tra 91 e 99;  in altre parole, quasi la metà di chi ha risposto ha conseguito risultati significativi.

Ampiamente sfatato quindi il timore che chi va all’estero pregiudichi un buon andamento scolastico al rientro: tra chi ha risposto, il 14,3%  ha riscontrato un miglioramento in tutte le materie, il 62,5%, ça va sans dire, nelle lingue straniere, il 27,8% nelle materie umanistiche e il 12,3% in quelle scientifiche.

Certo, non è facile subito riallinearsi con quanto appreso durante l’anno dai compagni rimasti in Italia, soprattutto nelle classiche materie come greco o latino, anche se – dati alla mano- il 28,9% ha ammesso di avere avuto maggiori difficoltà nelle materie scientifiche, contro il 10% di chi le ha riscontrate in quelle umanistiche. E comunque, il 42,6% afferma di non aver vissuto grosse difficoltà di reinserimento a livello scolastico.

Il motivo principale per cui gli studenti che hanno trascorso un periodo lungo di scuola all’estero riescono rimettersi alla pari, anche con  ottimi risultati, è quello legato all’acquisizione delle competenze trasversali.

Essere lontani da casa, al contatto con una cultura diversa, in una scuola sostanzialmente differente dalla propria, mettendo in discussione quanto appreso finora per adattarsi alle nuove situazioni ha fatto sì che questi ragazzi abbiano sviluppato, innanzi tutto, una grande apertura mentale (96,8%), una maggiore autonomia di giudizio (63%), capacità di lavorare in gruppo (52,6%), velocità nell’apprendimento (42,3%).

In ogni caso, con la maturità ormai archiviata, gli studenti che possono vantare nel loro giovane cv l’importante esperienza di studio e di vita all’estero hanno le idee ben chiare: l’81% di loro ha deciso di proseguire gli studi all’università, il 7,6% di lavorare e un interessante 8% di prendersi un periodo sabbatico per riordinare le idee. Tra chi proseguirà gli studi, se la maggior parte rimarrà in Italia, anche se fuori sede (il 50,8% di chi ha risposto), un buon 15,3% si è già iscritto a università estere, a volte, dello stesso Paese dove hanno trascorso il loro anno all’estero, c’è chi ad esempio vorrà ritornare in Cina per proseguire gli studi. Le facoltà più gettonate sono relazioni internazionali (19%), molto ambite dagli studenti di Intercultura, ingegneria (15%, in molti casi aerospaziale, forse per seguire le orme di due altri studenti di Intercultura noti a tutti: gli astronauti Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti), lingue (anche orientali) e mediazione linguistica (insieme fanno il 16%), le varie declinazioni di economia, spesso anche in lingua straniera  (13%), medicina/psicologia/veterinaria (11%).

L’EFFETTO INTERCULTURA: QUEST’ESTATE IL 23% IN PARTENZA PER AMERICA LATINA E IL 14% PER L’ASIA

Nel frattempo, c’è chi ha appena iniziato la sua esperienza all’estero. Dalla Cina alla Colombia, dall’Indonesia al Brasile, sono proprio in tutto il mondo le destinazioni scelte dagli studenti di Intercultura per frequentare il nuovo anno scolastico all'estero. 1871[1] ragazzi tra i 15 e i 17 anni si stanno imbarcando, scaglionati nel corso di tutta l’estate, per un’esperienza che ricorderanno per sempre, per un periodo che varia dalle poche settimane a un intero anno scolastico, ospitati da una famiglia locale e frequentando una scuola superiore con i ragazzi di pari età.

Il 69% di questi ragazzi per un totale di 1.295 di loro, parte con una Borsa di studio totale o parziale erogata dal fondo Borse di studio di Intercultura  o da uno dei numerosi sponsor che investono nel futuro dei figli dei propri dipendenti o dei giovani più promettenti del loro territorio.

Si conferma anche quest’anno il forte interesse verso i cosiddetti Paesi emergenti. La scomposizione in percentuale per continenti dei 1.871 studenti in partenza quest’estate rileva quote di tutto rispetto per l’America latina (22,7%) e l’Asia (13,8%), numeri largamente superiori a quelli che la stessa Intercultura registrava nell’anno Duemila. Paesi come la Cina, l’India, la Malesia, il Costarica, l’Honduras e l’Ecuador si sono presentati nel panorama degli scambi con quote di partecipazione significative. Quindi: Europa (35,6%), Nord America (22,0%), Oceania (4,8%) e Africa (1,1%).

Spiega Roberto Ruffino, Segretario generale dell’Associazione: “Quest’estate, quasi 2.000 studenti da tutta Italia hanno iniziato un cammino che proseguirà per tutta la loro vita. Sono la prossima generazione di innovatori, di coloro che costruiranno il cambiamento. A partire dai nostri studenti, fino alle loro famiglie, alle loro scuole, alle loro comunità, i programmi di Intercultura cambiano la vita delle persone coinvolte. Coraggio, volontariato ed apprendimento sono parte del nostro DNA della nostra organizzazione che, a livello internazionale, ha festeggiato 100 anni. Quale sarà l’impatto che queste persone avranno nel mondo? Sarà quello di creare il cambiamento. E’ questo ciò che fanno. Questo è quello che chiamiamo l’effetto Intercultura”

 

L’Associazione Intercultura Onlus (www.intercultura.it) L’Associazione Intercultura Onlus (fondata nel 1955) è un ente morale riconosciuto con DPR  n. 578/85, posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri.  Ha status di ONLUS, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, iscritta al registro delle associazioni di volontariato del Lazio: è infatti gestita e amministrata da migliaia di volontari, che hanno scelto di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale. E’ presente in 140 città italiane ed in 65 Paesi di tutti i continenti, attraverso la sua affiliazione all’AFS Intercultural Programs e all’EFIL. Ha statuto consultivo all'UNESCO e al Consiglio d'Europa e collabora ad alcuni progetti dell’Unione Europea. Ha rapporti con i nostri Ministeri degli Affari Esteri dell’ dell’Istruzione, Università e Ricerca. A Intercultura sono stati assegnati il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e  il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato per oltre 40 anni di attività in favore della pace e della conoscenza fra i popoli. L’Associazione promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno oltre 1800 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Inoltre Intercultura organizza seminari, conferenze, corsi di formazione e di aggiornamento per Presidi, insegnanti, volontari della propria e di altre associazioni, sugli scambi culturali. Tutto questo per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse ed aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo.


[1] I  dati non sono ancora definitivi e si potrebbero registrare ancora lievi oscillazioni. Si riferiscono al numero di studenti delle scuole superiori in partenza nel corso del 2015 per i programmi di Intercultura di ogni durata (dall'intero anno scolastico a un minimo di 4 settimane).


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